PHOTO LEAGUE
New York 1936-1951
La Photo League: un approccio
umanistico
di Naomi Rosenblum
La Photo
League è stata un’associazione di fotografi votata a dare
forma visibile all’ambiente proletario di New York, scopo che
raggiunse coniugando la pratica della street
photography agli obiettivi della documentazione sociale. La
fotografia sociale ha alcune caratteristiche in comune con la
street photography, ma il suo scopo è stato ed è riformativo.
La minuziosa documentazione fotografica della situazione
agricola depressa negli Stati Uniti, intrapresa dalla Farm
Security Administration (FSA) negli anni Trenta, ne è
probabilmente il miglior esempio.
Composto sia da
dilettanti sia da professionisti, il ramo newyorkese della
League aveva avuto origine dalla National Film and Photo
League, fondata nel 1931. Il loro compito specifico era
quello di fornire alla stampa radicale di sinistra film e
fotografie delle lotte della classe operaia, realizzate dal
punto di vista di coloro che vi erano coinvolti. Nel 1936 i
fotografi all’interno del gruppo newyorkese si separarono dal
gruppo cinematografico e diedero vita alla Photo League.
La League istituì un consiglio consultivo che negli anni
annoverò fotografi di fama quali Berenice Abbott, Margaret
Bourke-White e Paul Strand ed ebbe numerosi funzionari, nessuno
dei quali percepiva compensi. Nel corso degli anni
l’associazione occupò una serie di locali in affitto a New York,
nei quali i membri costruirono camere oscure, uffici e gallerie
per le mostre.
PhotoNotes,
la rivista della League, informava i membri sul
calendario degli eventi e pubblicava saggi su questioni di
fotografia contemporanea. Weston (che la riceveva a casa sua in
California), la definì la “migliore rivista fotografica del
tempo”. La scuola della League, che per la maggior parte
della sua esistenza fu diretta da Sid Grossman, diede un rilievo
speciale alla documentazione sociale -ma vi venivano impartite
anche lezioni di tecnica per principianti e avanzati – tutto ciò
per una retta simbolica. I seminari, nel corso dei quali gli
studenti si dedicavano a progetti specifici, venivano spesso
tenuti da fotografi del calibro di Strand.
Inizialmente
l’obiettivo principale della League fu quello di ritrarre coloro
che vivevano nei vari quartieri operai di Manhattan. A questo
fine vennero creati, all’interno dell’associazione, dei
Feature Groups, composti da fotografi che lavoravano
tornando più volte nello stesso quartiere per documentarne
l’attività nel corso del tempo. Procedendo in questo modo, i
membri dell’associazione rendevano un tributo a Lewis W. Hine,
considerato da molti il modello da seguire nel campo della
documentazione sociale.
Nel periodo
post bellico le attività dell’associazione si espansero
moltissimo e il suo orientamento subì un processo di revisione.
Venne dato maggior rilievo ai concetti di natura estetica che
stanno alla base del documentario sociale.Dal 1936 la League
era stata aperta a persone di varie convinzioni politiche, tra
cui i comunisti, richiedendo solamente che fossero interessati
alla fotografia. Questa larghezza di vedute, come pure la sua
origine nella componente radicale della Film and Photo League,
fecero dell’associazione un chiaro bersaglio per le forze
reazionarie del tempo. Nel 1947 la League compariva nella
lista (da allora conosciuta come Attorney General’s list)
di diverse centinaia di organizzazioni dichiarate sovversive. I
membri della League persero il lavoro o venne loro negata
la possibilità di trovarne uno, e furono privati dei passaporti,
rendendo in questo modo impossibili i viaggi di lavoro. Nel 1951
il numero dei membri era sceso a un punto tale che
l’organizzazione non era più in grado di pagare le bollette e
dovette sospendere le attività.
La Photo
League può essere vista come un notevole – e nobile –
fenomeno storico. Come gruppo di fotografi, i membri della
League condividevano la fiducia nella possibilità di
ottenere la giustizia sociale attraverso l’espressione
fotografica umanistica.